MARIA STELLA CORSI.

MARIA STELLA CORSI

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Echi Antichi – L’Essenza dell’Invisibile

L’arte concede preziosi momenti di introspezione sia per chi la crea, immergendosi profondamente nella propria espressione creativa, sia per chi, con ammirazione e trasporto, fruisce di tali opere. In entrambi i casi, ci si ritrova in un profondo dialogo con la parte più autentica di noi stessi, cosicché si abbandona il peso del corpo, si oltrepassa il velo delle idee convenzionali e si accede all’essenza più pura del nostro essere. Qui, la realtà dell’idea si fa immagine, e restituisce tangibilmente la meraviglia di ciò che siamo. L’arte di Maria Stella Corsi, artista di straordinaria sensibilità, si palesa come un’esperienza che trascende il tempo e lo spazio. Mediante le creazioni, perché di creature parliamo, ella onora un genere di cerimonia della continua rinascita, elevando un inno alla perseveranza e alla vita. L’elemento imperante nell’arte della Corsi è l’albero, declinato a simbolo tra l’infinito e il passaggio naturale del tempo. L’artista ha scelto questo soggetto che ha riproposto in uno studio analitico, quasi ossessivo, durante tutta la sua carriera artistica, declinandolo nelle sue varie forme e nelle sue diverse stagioni.  Ogni atto creativo, alla fine, nel suo concretizzarsi, raggiunge una corporeità propria, in questo caso direi graffiata e graffiante, dove si fa forma in ogni passaggio un’Anima nuova, e nel suo ripetersi fa nascere questo ciclo: ‘Echi antichi’, facente parte di una ricerca specifica e sperimentale elaborata nel 2016 e che soddisfa la personale vocazione verso l’arte, tante volte incompresa, ma da lei, mai tradita.

I semi interrati, in quel rifugio dalla vita, che l’artista ha curato con infinita devozione, hanno dato frutto ad una galleria di incisioni rivolte a questo elemento della natura che per noi è esistenza, ossigeno, libertà e longevità nella sua ancestrale metafora.  L’albero si trasforma così in simbolo nel cuore di questa intricata trama umana, e per similitudine, nel pellegrinaggio solitario di un’Anima alla ricerca di Sé, tra le foreste desolate della vita, gli alberi danno forma a rappresentazioni profondamente emblematiche e divengono allegoricamente custodi di segreti millenari. Gli alberi, nella loro stagione di vita, trovano paralleli eloquenti con l’umano in una riflessione che penetra le profondità dell’esistenza. Paragonati agli uomini, questi maestosi guardiani della terra, si svelano come metafore viventi, in cui il loro tronco, sempre saldo e ancorato alla terra, diviene un emblematico narratore dell’incedere del tempo, delle prove e delle tempeste affrontate. Le fronde che si spogliano o si inverdiscono a mo’ di drappeggio, fanno da cornice ad una corteccia nodosa e fluttuante in uno spazio evanescente, uno spazio metafisico e immoto dove il silenzio regna sovrano in una sorta di dovuto rispetto. Ma sotto quella corteccia impenetrabile, che potrebbe essere paragonata alle nostre maschere, scorre la vita e la stessa, come metafora, protegge quell’apparenza che diventa salvifica per le Anime più sensibili. Alberi piegati, con il loro verso, danzanti, alberi della resilienza, del risveglio, alberi che si fanno carezzare da improbabili soli brucianti o da timide lune trasparenti.

L’essenza del tronco rivela la dimensione dell’invecchiamento, una testimonianza dell’esperienza umana in cui migliaia di venti hanno cercato inutilmente di piegarlo, ma la sua forza resiliente non si è mai arresa. Anzi, ha curvato la sua forma e l’ha arricchita di segni, ma la sua natura continua a cercare instancabilmente la Luce, forse una Luce divina, in un costante sforzo di sopravvivenza.

Così, il tronco si erge come un simbolo impavido che sfida il tempo, rappresentando una connessione profonda tra le energie vitali della natura e la dimensione spirituale dell’umanità. In questa visione, gli alberi diventano testimoni muti della lotta eterna tra la vita terrena e lo spirito che anela all’infinito.

L’artista, nel suo viaggio creativo, intreccia energici respiri con parole timorose e sussurrate a sostegno dell’idea, dando vita a una sinfonia di luci e suoni interiori che vibrano sotto il peso della mano che incide a bulino la lastra. In questo contesto, la vita del bosco prende corpo e vaga in quel sacro silenzio surreale, che appare privo di vita manifesta. L’arte di Maria Stella si distingue per il suo meraviglioso connubio tra simbolismo solare e arboreo, ospitandoci in un viaggio profondo nell’essenza umana. Le opere sono un richiamo ad esplorare la sottile forza rinnovatrice che genera tutto e che si irradia, se la sappiamo cogliere, nelle profondità del nostro essere. Ogni segno inciso diviene così un esplicito inno all’eterna lotta per la crescita personale e alla connessione con le nostre radici. L’artista emerge come una guida in questo viaggio, e ci invita a scoprire la bellezza dell’umanità, a riflettere sulla nostra esistenza e a celebrare l’Essenza dell’Invisibile.

Raffaella Rita Ferrari

 

 


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