PAOLA TONDELLO

Presenta:

Dal ciclo: Tela Comanda Color

 

Le Finestre

 

VENERDI’ 2 MARZO 2012

ART HOTEL

Via Paparotti 11, Udine

Ore 19.30

Paola Tondello coltiva la sua passione per l’arte sin dalla più tenera età quando già si esercitava con le sue delicate mani di bambina a trasferire gli oggetti a lei comuni su fogli.

Il percorso della vita la porta ad imboccare una strada diversa rispetto a quella dell’arte muovendo i suoi interessi a favore del campo giuridico, dove ottiene grandi successi e soddisfazioni.

Silente, silente l’amore nei confronti dell’espressione artistica si fa di nuovo avanti e, negli anni, l’artista necessita di soddisfare una sua personale urgenza manifestando il suo pensiero e la sua forza al di la delle regole e limiti obbligatori nella sua attuale professione e ne trova trionfalmente sfogo con l’arte pittorica.

La personalità poliedrica, esuberante, gioiosa, sognatrice, passionale della Tondello viene marcatamente trasferita sulle tele che decide di affrontare.

Dopo varie importanti sperimentazioni sul colore,  luce, armonia ed equilibri, il marchio caratteristico dell’autrice è il colore.

Il colore acrilico viene steso sulle tele a spatola, mentre per raggiungere lo spessore materico l’artista usa preparare i supporti con stucchi e colla vinilica, conseguendo visibilmente delle trame ed orditi dal maturo effetto di luci e ombre.

I colori rimestati tra loro e sgravati per sottrazione dall’uso cosciente della spatola vanno a tracciare, nei vari cicli proposti, la sua personale texture grammaticale di messaggi.

Ma cos’è l’arte per Paola? Valvola di sfogo, catarsi? Il tempo nel momento dell’ esecuzione delle opere si ferma, si dilata, l’artista emblematicamente si stacca dalla routine del quotidiano, non esiste così più nessun telefono, computer, tecnologia, amici/nemici, il suo angolo magico fatto di colore/emozione è il luogo dove lei decide di riversare i suoi personali stati d’animo nelle tele.

La tela accoglie il pensiero e “comanda” traducendo, attraverso l’eccitazione cromatica del colore, lo stato d’animo vissuto dall’artista in quel preciso palpito, per questo la sua pittura è veloce, istantanea, essa galoppa fianco a fianco con i suoi pensieri ed emozioni più intime e profonde. Da qui nasce il ciclo di quadri dal titolo: “Tela Comanda Color”, composto da geniali e originali composizioni di strati cromatici arricchiti dall’altrettanto rischioso e innovativo uso del colore fluorescente, atto a far vivere l’opera anche quando le luci si spengono.

Il quadro continua così a comunicare e ci riversa il suo flusso d’energia accompagnandoci, con estrema delicatezza, a chiudere la giornata avvolti dalla forza del colore timidamente riflesso.

Ma la Tondello non è solo esplosione di colore con riferimenti positivi e curativi come la cromoterapia, o richiami onirici e leggeri; l’urgenza dell’ artista di trasmettere argomenti ben più profondi, melanconico/nostalgici, si fa strada quando il suo cuore, sofferente a causa dell’attacco terroristico che ha colpito la città da lei tanto amata, New York, trova sfogo in un altro ciclo pittorico dal titolo: “11 Settembre Ground Zero”.

Attraverso questo ciclo di quadri Paola sente l’obbligo di donare un suo personale tributo alla Grande Mela, un tributo fatto di solidarietà e vicinanza nei confronti delle persone personalmente colpite dal dramma.

I dipinti dedicati a questo tema descrivono le varie fasi del vigliacco attacco aereo alle Torri Gemelle dal punto di vista degli spettatori sbigottiti nei confronti di tanta disumanità dovuta alla follia umana e al fanatismo terroristico.

Grazie all’arte la cronaca si fa visione terrena e celeste, immanente e trascendente, profana e divina.

Le torri proposte o volutamente non inserite nel contesto pittorico, divengono un simbolo universale di sofferenza, di ingiustizia e di comune paura nel proiettarsi verso il futuro.

I dipinti, risolti con colori contrastanti, tuonanti, come: nero-giallo, verde-rosso, nero-rosso, con fratture ben pensate nella porzione superiore delle Torri, esprimono timidamente lo sgomento, l’angoscia e l’incredulità degli occhi di Paola in merito a tale avvenimento.

Celati, ovattati sono i rumori dopo il grande tuono.

I quadri dell’artista non urlano giustizia/ingiustizia, ma spontaneamente si limitano a fermare il fruitore a riflettere, a meditare sul fatto accaduto. Poche linee figurative, ben composte, definiscono in modo informale un fraseggio fitto di profondi significati real-simbolici.

L’energia, l’innovazione, il confidare profondamente in quel che si fa e la grinta nel voler proporre nuove strategie artistiche conducono l’artista alla presentazione delle sue nuove opere a titolo: “Le Finestre”, dal ciclo: “Tela Comanda Color”.

La tela è disegnata al contrario e, grazie alla sua naturale conformazione, va a ricordare la struttura della finestra, da qui il titolo.

Dunque Titolo e Telaio risolvono e trasferiscono il discorso dal figurativo, per poi sviluppare un denso dialogo dato dal colore, all’informale.

Finestre dell’anima e del cuore. E, come sostiene l’artista: “Il cuore è il tatto degli occhi”. Tutti questi elementi uniti inscindibilmente divengono essenza del nuovo ciclo proposto e

sono liberamente espressi dall’artista attraverso substrati di sentimenti di multiforme intensità, collisioni dell’anima e della memoria, un’offerta di emozioni, esplicitamente incise e impresse per mezzo del colore, grazie al quale l’autrice spontaneamente mette in gioco tutto il suo essere.

E’ quasi primavera, i campi vengono arati, la terra rimescolandosi porta in superficie ciò che taceva sotto lei, germogli nuovi si sforzano di uscire e vogliono mostrare la loro essenza.

Alla natura non si comanda, ciò che deve nascere, nascerà e il percorso artistico della Tondello è arrivato alla sua primavera, un nuovo genere, un nuovo lessico, una nuova lingua per parlare di se, delle sue emozioni.

Una sorta di autoanalisi, conoscersi bene dentro per proiettarsi esternamente.

Paola non ha paura di dimostrare ciò che prova e inesorabilmente, di nuovo, getta la sua energia sulla tela, forza se stessa e la natura e risolve in maniera Dadaista questo nuovo ed “azzardato” filone creativo.


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