Giuseppe Gismano

GIUSEPPE GISMANO

“PASSEGGIANDO PER L’UNIVERSO”
Giuseppe Gismano nasce a Udine nel 1938. Intraprende studi di ragioneria e tecnica bancaria, per coronare poi la sua carriera diventando Direttore Amministrativo, presso la Banca Nazionale del Lavoro. Inizia ad approcciarsi seriamente all’arte nel 1993. Prima di questo intenso periodo di studi artistici Gismano si cimenta nella panoramica artistica attraverso qualche disegno eseguito con matita del falegname cgrazie alla quale riesce a creare molte sfumature, ritraendo in particolarmente  paesaggi. Dopo un periodo di stallo nei confronti dell’arte a causa del lavoro che lo portò a trasferirsi in varie sedi Italiane, nel 1991 viene colpito da una grave malattia ad entrambi gli occhi causandogli la perdita momentanea della vista per due anni. Gismano deve così riabilitare la mobilità oculare ed un grande esercizio per il nervo ottico fu l’applicazione del disegno e studiare ombre e tratti, riprende  a disegnare.  Nel 1993 grazie alla sua iscrizione presso la scuola UTE, con insigni maestri come: Toso e Milocco inizia la sua sperimentazione e conoscenza del mondo dell’arte e con entusiasmo e dedizione frequenta per 5 anni la scuola, concludendo il ciclo di studi nel 1998, anno in cui inizia ad abbandonare il figurativo. Partecipa a vari corsi interni come:  disegno, tempera, sguazzo, acrilico, olio, copia dal vero e cura particolarmente le ombreggiature per tirare fuori da qualsiasi forma ritratta la luce. Affina successivamente gli studi assorbiti, con varie tecniche artistiche studiate alla UTE, ed inizia un accattivante percorso personale. La sua iniziale sperimentazione verte sulla copia dei grandi pittori 800/900 come: Fiamminghi, Macchiaioli, Impressionismo, Espressionismo, Action Painting. Dopo questo primo passaggio di conoscenza e “Allenamento” l’artista matura varie idee, la più importante delle quali è quella di partire dalla tavolozza con il colore blu per arrivare alla scoperta della luce, alla stregua dei pittori fiamminghi. Egli è sempre stato catturato e influenzato dal cromatismo di Van Gogh. Dall’acrilico, tecnica scelta per i suoi primi lavori passa alla tecnica mista con l’utilizzo di sabbia, cementi e sposta il suo interesse ad una cifra espressiva dedicata al materico e all’informale, arricchendo il tutto con  l’utilizzo delle colle, cemento, gocciato, accartocciato, seguendo sempre e solo le esigenze del quadro che va a formarsi.
I temi cari a Gismano e palestra di lavoro per raggiungere gli attuali risultati negli anni sono cambiati; interessante è la serie dedicata a Elisabetta Imperatrice d’Austria o i ritratti riprodotti da vecchie stampe, che possono essere definiti senza ombra di dubbio punti di partenza. Successivamente l’artista sperimenta l’incisione su rame grazie alla quale sviluppa il tema dedicato  ai castelli friulani.
Creato il pacchetto di esperienza dato dalla scuola frequentata e dalle personali curiosità sperimentali applicate all’arte, Gismano si stacca da tutto il suo percorso e si dirige verso nuove tematiche da sviluppare e nuove tecniche. Le opere ora sono “vestite” da matite acquerellabili, tempera, acrilico, olio, tecnica mista, litografia, polvere di cemento, vinavil, sabbia di torrente, semi di piante, collage con striscioline di carta, stesi e modellati con l’ausilio di spatole e pennelli.
Gismano, mentre opera nel campo dell’arte, viene intrappolato da una sorta di catarsi, egli stesso diviene parte integrante del quadro e la sua anima trasferisce la propria essenza nel supporto usando come prolungamento il braccio ancorato al pennello, imprimendo così la sua essenza. I sentimenti vissuti, il trasporto personale verso le tematiche affrontate si fissano nella tela e vengono sviscerati i vari moti dell’anima con tutto il loro impeto ed energia del momento. L’artista persegue sempre nella sua ricerca la luce, partendo dal blu più intenso per arrivare al bianco più pulito e candido, i vari passaggi tonali richiedono maestria e conoscenza. Gismano nei nuovi cicli di pittura suggerisce atmosfere immateriali e non terrene, avanzando una nuova visione di spazio, oltre lo spazio naturalmente percepito. Le pennellate sono generate da un gesto ampio, tracciato a pieno braccio, talvolta realizzato con segno pesante, altre volte alleggerito e quasi velato. Il gioco armonioso così creato sembra riprodurre una partitura musicale dove il colore scandisce emblematicamente ritmi e pause di lettura. Le superfici morbide e molate inducono a sensazioni di piacevolezza e distensione, nonostante talvolta sia presente un caotico intreccio di segni colorati o la ricerca nascosta di una forma primitiva. Il risultato così ottenuto è del tutto automatico e deriva da gesti compiuti secondo movenze in cui la gestualità parte dalla liberazione delle proprie energie interiori, dove la ricerca della luce è l’aspetto più importante del suo modus lavorandi.
I primi quadri che portano piano piano ad una cifra stilistica informale sono: lagune di Grado, Barbana, paesaggi tra i pioppi dove non timidamente, ma con energia quasi istintuale, inserisce la tensione propria in accordo con il momento vissuto sia dal soggetto ritratto che personale. Le nuvole e il cielo occupano sempre più spazio all’interno della texture, in essi l’autore vede la purezza cristallina della natura, l’ossigeno della vita, li riconosce come spazi di tranquillità, lontani dal caos frenetico delle metropoli e dall’inquinamento visibile del mondo. A mezzo di alcuni quadri dedicati alla metropoli Gismano sottolinea la sofferenza che viviamo una volta che siamo inseriti nel vortice e nel caos di questo inumano meccanismo e ne sottolinea la sofferenza attraverso tratti decisi, corposi in cui vibra tutta la sofferenza dell’essere umano.
Da un pò di anni Giuseppe fa parte degli studenti della Nasa e il tema cui si era avvicinato precedentemente e legato alle nuvole e al cielo diviene fonte di indagine e studio profondo , da trasferire in modo del tutto personale alla sua arte. Oltre alle immagini che la Nasa offre a ciò che noi non possiamo vedere o intuire di ciò che accade oltre le nuvole, ossia la vita interna dell’universo stellare, Gismano approfondisce gli studi attraverso lo studio e lettura di testi scientifici dedicati alle comete, dalla nascita  alla fine delle stelle, nebulose, buchi neri, all’ energia potente che ci sta sopra alla testa e che non vediamo ad occhio nudo e  che determina a sua volta anche la vita nella terra. Un mondo tutto da scoprire, un mondo curioso che stuzzica la conoscenza e le varie domande da porsi.
Fissa così lo studio sul quadro prendendo spunto dalle fotografie che gli arrivano dalla NASA e rielabora il sunto con i materiali scelti appositamente per la realizzazione a lui consone. La spiritualità legata al mondo ultra terreno invece è radicata nelle tre rappresentazione degli angeli Uriel e Lucifero. Attraverso la stesura dinamica del colore Gismano accenna alla sagoma informe di queste entità e sviscera il suo racconto in modo assai emblematico. L’aspetto religioso è evidente nella tematica affrontata essendo lui stesso stato consacrato alla Madonna al momento della sua nascita come fu Gesù Cristo, oltre alla rappresentazione dei due Angeli l’artista dedica un interessante composizione legata al tema della lotta del bene contro il male, lotta che sottolinea non finire mai.
Ultimo trance di analisi sono i quadri dedicati alla Vita, Eden e Fuori Programma che oltre ad essere sviluppati su grandi supporti trovano un evidente ricerca della profondità, armonia ed equilibrio del colore. Di certo il risultato ottenuto con grande maestria non è altro che il frutto della lunga e accurata sperimentazione che accompagna Gismano sin dai suoi esordi.
Raffaella Ferrari


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