EVA PETRA DE CET

STUDIO ELLE (VI)

14 GENNAIO 2007

Eva Petra De Cet è nata a Cesiomaggiore(BL), dove vive e lavora.

Diplomata all’Istituto Magistrale ha poi frequentato la Iulum di Feltre.

Il suo amore verso la pittura la porta a frequentare corsi di acquerello con il maestro angelo Gorlini di Milano e corsi di pittura ad olio con i pittori bellunesi.

Ammaliata e incantata dalle sue montagne, esse diventano per tanti anni tema unico da sviluppare nelle sue tele.

Per il figurativo Eva usa prevalentemente la tecnica ad olio.

La stesura del colore è sapientemente dosata dando al soggetto ritratto i giusti toni chiaroscurali e la reale e magica vita insita nella natura stessa. Tutto si fonde nell’atmosfera colorata, ogni rapporto di masse si armonizza ed ogni cosa trova il suo posto e la sua funzione.

Le aree dilatate ritratte, la lucida contraffazione di immagini reali, l’armonia rotonda e spigolosa delle montagne, le case, le chiese ovattate e inserite nel mondo della natura, danno esiti cromatici d’inaspettata bellezza.

I cambi stagionali, la natura ricca di humus e di acqua e il cielo intriso d’ossigeno rappresentano una condizione assoluta di incontaminazione della natura e ci coinvolgono in un momento di sospensione metafisica.

L’emergenza di una tecnica pittorica diversa dalla succitata produzione coglie inaspettatamente l’artista un anno fa e la porta, attraverso l’opera astratta, a sperimentare l’uso degli smalti su soggetti completamente nuovi e diversi dalla produzione precedente.

Eva si stacca bruscamente sia dal figurativo che dalla tecnica ad olio e capisce che per comunicare l’immediatezza dei suoi pensieri ed emozioni si deve rivolgere all’opera astratta la quale si presta ad accogliere la velocità del pensiero e il ritmico e veloce ticchettio di un cuore che pulsa.

Le tracce segniche di questo periodo sono la macchia e la linea sapientemente dosate e unite, esse sono atte a generare una texture interessante e dalla forte simbologia, naturale conseguenza delle calibrate introspezioni e della sua velatura romantica.

I contenuti, a volte ironici e altre volte profondamente drammatici o intimamente personali, vanno a testimoniare la presenza dell’artista nella vita quotidiana, il suo vivere i conflitti politici, le grandi catastrofi naturali o i suoi personali momenti di riflessione e abbandono.

Il fluido unitario dello smalto, il ticchettio del pennello o la stesura a spatola dello smalto diventano il nuovo linguaggio di Eva, essi danno vita ai suoi nuovi scenari astratti che sono costituiti da una nuova prospettiva sentimentale carica di un’emozione lirica e affettiva vivissima.

Il periodo astratto dell’artista è già stato capito sia dalla critica che dai fruitori e ha conseguito consensi attraverso conferimenti di vari premi per meriti artistici sia in Italia che all’estero come ad Hong Kong dove due sue opere sono state esposte in una collettiva di artisti italiani, allestita tra il consolato italiano e la galleria “Art statements”.

Tra gli ultimi successi della De Cet c’è il premio “Rembrants 2006”, ritirato a lecce per la sua attività artistica, la partecipazione per invito a Sanremo in occasione della mostra “Metti una canzone in cornice”, alla quale si è presentata con due opere: “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri e “Se stiamo insieme” di Riccardo Cocciante.

Altri premi le sono stati conferiti: “La Telaccia d’oro 2006”, “Taormina” e il premio “Matisse”.

Nel 2004 ha partecipato alla Biennale d’arte Sacra a Venezia, mentre nel 2003 una sua opera, scelta dalla Croce Rossa Italiana, è diventata la cartolina simbolo della manifestazione per il 40° anniversario della tragedia del Vajont.


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