CHIARA COPETTI

CHIARA COPETTI

27 novembre 2015

GALLERIA ARTEMISIA Mortegliano (UD)

Chiara Copetti nasce a Gemona del Friuli il 21 novembre 1959. Praticare l’arte nella prima parte della sua vita non era il suo più grande interesse, nonostante trovasse una grande attrazione nei confronti del colore, conclude così i suoi studi tecnici e inizia il suo percorso lavorativo. Dopo varie vicissitudini della vita, Chiara all’età di 42 anni riscopre e necessita prepotentemente di dar sfogo alla propria creatività, una via mai percorsa e mai affrontata anche per la paura di non esserne all’altezza. Il colore così la chiama e lei non disattende la chiamata, ma si immette con enorme energia in questa nuova e appassionante avventura. La svolta favorevole alla sua creatività è stato un corso tenuto presso un Osho Meditation Center che dedicava alle persone delle serate rivolte alla meditazione e tenute in ambienti semi-oscuri. Un modo per raggiungere la massima tranquillità interiore era attivato dallo stimolare gli astanti a portare la propria interiorità e vissuto su di un foglio rotondo, che ricordava le sagome delle forme dei Mandala, e ad usare con estrema libertà gli acquerelli spalmandoli sul supporto direttamente con le mani. Questo primo approccio la porta a proseguire la sua conoscenza nei confronti dell’arte, tant’è che l’artista inizierà a frequentare corsi di disegno, pittura ad olio e tecnica mista. Appresi questi primi rudimenti generali delle tecniche artistiche, utili e necessari ad accrescere la propria acquisizione rivolta all’arte, e dopo un’importante ostacolo di salute felicemente risolto, Chiara viene invitata da un’amica a proseguire il cammino iniziato e ad usarlo come una sorta di riabilitazione sia fisica che psicologica. Scelti i corsi di arte terapia Antroposofica, tenuti dall’arteterapeuta Marisa Nastati, presso l’Abbazia Benedettina di Praglia nei pressi di Padova, dove si utilizzavano prettamente i colori ad acquerello, impara che il fine dell’arte non dev’essere esclusivamente il lato estetico, ma il processo artistico atto a portare un’esperienza interiore ad una nuova consapevolezza, si mettono in gioco così pulsazioni talmente profonde dell’anima attraverso la stimolazione del processo creativo che l’atto stesso diverrà momento terapeutico e di auto analisi. Chiara ha seguito anche corsi di ceramica presso l’Universita’ della Terza Età di Udine sotto la guida dell’insegnante Gabriella Blasutig e presso l’Associazione Arte Pagnacco con Loretta Bellese. Molto interessanti sono le realizzazioni in ceramica che però ancora non danno libero sfogo alla personale emozionalità, ma mantengono un invisibile filo conduttore con i dipinti,ossia la manipolazione della materia con le mani.

La Copetti, maturato il suo stile artistico con la continua sperimentazione e attenzione alla meditazione, oggi espone al pubblico per la prima volta l’operato di questo lungo lavorare. Tutti i quadri prodotti sono così il frutto di momenti di ricarica energetica, di autoanalisi e di ricerca personale nelle proprie più intime emozioni. Sono il passo maturo e generoso da condividere con tutti i fruitori. L’intento dell’artista è quello di trasmettere e far compartecipare il mondo che la circonda, che catturerà a mezzo delle personali emozioni purificate dai limiti e pudore. Finalmente Chiara prende coraggio e mette in gioco se stessa di fronte al mondo, esce libera senza preoccuparsi di ciò che verrà detto, ma gioisce nell’intento di trasmettere e di arrivare diritto al cuore di qualcuno. La sua arte terapia, eseguita ad acquerello, si carica di energia meticolosamente appresa nei vari cambi cromatici, nelle direzioni pastose date alle macchie di colore che talvolta rivelano presenze, sagome, altre volte invece si emancipano completamente dal figurativo e lasciano sfogo ad armonie informali che seguono e fluttuano nel personale pensiero, quello più profondo fino alla risoluzione, lo spegnimento e completamento dell’attimo vissuto. Ogni quadro rappresenta un emozione, nata, elaborata e conclusa. Chiuso così il processo di elaborazione dei dati intimi, nulla rimane irrisolto, Chiara si lascia spazio e si proietta verso nuovi input e riflessioni, oggetto e soggetto di nuove creazioni meditative. Dai quadri della Copetti si evince in ogni singola stesura l’energia, ed è esuberanza assolutamente positiva e rigeneratrice, la sua arte è ventre materno, ambiente e custode primigenio e positivo dell’intimo essere, essenzialità e turbine del colore, che parla e ci coinvolge inevitabilmente. Ogni uno di noi poi troverà, grazie al proprio vissuto, il quadro che più lo rappresenterà e cercherà di situare e destinare le proprie libere emozioni a quel quadro, a quel tratto o a quel colore. Guardando la galleria propostaci inesorabilmente il magister ludi delle “rappresentazioni” meditazionali sarà il colore che squilla e che accenderà la nostra sensibile curiosità. Verremo così coinvolti e assorbiti completamente da questa inebriante energia, sentiremo inevitabilmente una sensazione di pienezza interiore, una sorta di positivo stordimento. Dopo questo iniziale approccio la nostra curiosità accrescerà e andremo a cercare all’interno dei quadri figure a noi note o flussi di emozioni, a questo punto la lettura del quadro sarà quasi completata e il risultato sarà scalfito indelebilmente nel nostro ricordo. Ecco cosa deposita la nostra artista ecco la sua eredità reale che risiede proprio li, nel cassetto delle emozioni. Attraverso il processo dell’arte della Copetti ci si libera dagli accademismi e si lascia all’autore la libera emozione e piacere della creazione.

Raffaella Ferrari critico d’arte


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